Ieri pomeriggio sono andato a fare la spesa. In un ipermercato, di quelli grandi grandi, dove i prezzi sono bassi e l’anonimato regna sovrano.
In fila alla cassa avevo davanti quattro o cinque persone. Tra passeggini e carrelli la fila era comunque abbastanza lunga da obbligarci a metterci orizzontali, nelle ultime posizioni, per consentire il flusso tra gli scaffali.
Alla mia sinistra s’infila una coppia di mezza età, un solo prodotto in mano.
Si avvicina un’altra coppia, a destra, e la signora di mezza età li informa che lei e suo marito sono gli ultimi.
La guardo.
Mi guarda.
“Avete solo quello, Signora? “
“Si’”
“Prego, passi pure”
“Ma no” quasi si difende, timida “non ce n’è bisogno”
“Veramente, passi” insisto “per un pezzo solo”.
“Beh, allora grazie”
“Ci mancherebbe: per così poco”
“Non è poco, non è poco per niente!” sottolinea decisa.
Questa sua risposta mi ha fatto riflettere, mi ha rattristato: quand’è successo che un piccolo gesto di cortesia e’ diventato molto?
Quando siamo finiti così in basso?
Dopo pranzo siamo andati a fare la spesa. Due barattoli di pelati, sei lattine di coca, un chilo di zucchero, fazzoletti di carta e altre cosette. Poca gente al supermercato: la giornata e’ uggiosa ed e’ presto per i cagliaritani, ancora con le gambe sotto il tavolo.
Arriviamo alla cassa. Davanti a noi una giovane mamma con la figlioletta di tre, massimo quattro anni. La cassiera finisce il conto, la donna allunga il bancomat. La cassiera lo prende, lo striscia: non funziona. La cliente non batte ciglio e, sorridendo, allunga un’altra tesserina. La scena si ripete, identica: la cassiera allunga la mano, prende la carta di credito, la striscia. Niente da fare.
La donna continua a sorridere, serena.
Incantato resto a guardarla, m’affascina. E’ una bella donna ma non e’ il mio tipo: troppo trucco, troppo bionda. Eppure non riesco a staccarle gli occhi di dosso.
Poi realizzo: e’ il suo sorriso, uno splendido sorriso che le illumina il viso. E non c’e’ cassiera, ne’ bancomat, ne’ POS difettoso che possa incrinarlo. Si’ perche’ alla fine il problema era nel POS, non nelle carte della donna; donna che, imperterrita, continua a sorridere.
Ed e’ davvero un bel sorriso.
La cassiera armeggia con lo spinotto del POS ed alla fine riesce a farlo funzionare: la transazione viene autorizzata, il registratore di cassa emette lo scontrino.
La donna sta sempre sorridendo.
Prende lo scontrino, finisce d’insacchettare la spesa, aiutata dalla figlia, ripone le carte nel portafogli e s’allontana.
Sorridendo.
Io sono ancora li’ che la guardo, affascinato dalla sua serenita’. Capita sempre piu’ di rado di veder sorridere gli italiani.
Ed e’ un vero peccato.