Dopo pranzo siamo andati a fare la spesa. Due barattoli di pelati, sei lattine di coca, un chilo di zucchero, fazzoletti di carta e altre cosette. Poca gente al supermercato: la giornata e’ uggiosa ed e’ presto per i cagliaritani, ancora con le gambe sotto il tavolo.
Arriviamo alla cassa. Davanti a noi una giovane mamma con la figlioletta di tre, massimo quattro anni. La cassiera finisce il conto, la donna allunga il bancomat. La cassiera lo prende, lo striscia: non funziona. La cliente non batte ciglio e, sorridendo, allunga un’altra tesserina. La scena si ripete, identica: la cassiera allunga la mano, prende la carta di credito, la striscia. Niente da fare.
La donna continua a sorridere, serena.
Incantato resto a guardarla, m’affascina. E’ una bella donna ma non e’ il mio tipo: troppo trucco, troppo bionda. Eppure non riesco a staccarle gli occhi di dosso.
Poi realizzo: e’ il suo sorriso, uno splendido sorriso che le illumina il viso. E non c’e’ cassiera, ne’ bancomat, ne’ POS difettoso che possa incrinarlo. Si’ perche’ alla fine il problema era nel POS, non nelle carte della donna; donna che, imperterrita, continua a sorridere.
Ed e’ davvero un bel sorriso.
La cassiera armeggia con lo spinotto del POS ed alla fine riesce a farlo funzionare: la transazione viene autorizzata, il registratore di cassa emette lo scontrino.
La donna sta sempre sorridendo.
Prende lo scontrino, finisce d’insacchettare la spesa, aiutata dalla figlia, ripone le carte nel portafogli e s’allontana.
Sorridendo.
Io sono ancora li’ che la guardo, affascinato dalla sua serenita’. Capita sempre piu’ di rado di veder sorridere gli italiani.
Ed e’ un vero peccato.