La storia insegna, ma non ha scolari [A. Gramsci]
Ma com’è che la Gente non impara dalla storia? Perché non si ricorda del ciclico ripetersi di determinati congiunture socio-economico? E non dico l’uomo della strada, quello che beve l’Amaro Qualunque, io parlo dei giornalisti e degli economisti e dei ministri e di tutti gli esperti che analizzano, o per lo meno provano a farlo, la crisi del settore automobilistico.
Bastano due parole per spiegarlo: Miracolo Italiano.
Usciti da due Guerre Mondiali, in uno dei periodi più floridi del Bel Paese, i nostri nonni e genitori acquistarono, miracolo della scienza!, le prime televisioni e le prime lavatrici e i primi frigoriferi; e le aziende del settore si espansero, assunsero personale, organizzarono turni, … il tutto per riuscire a star dietro alla domanda di elettrodomestici bianchi.
E poi?
E poi qualcosa nel meccanismo s’inceppò.
E non furono le lotte sindacali, né la concorrenza straniera, né l’aumento del costo delle materie prime, ad inceppare il meccanismo fu la più semplice delle logiche economiche: la saturazione della domanda.
Dopo che hai messo un frigorifero e una lavatrice e un televisore e addirittura una lavastoviglie in ogni casa, la domanda, giustamente, crolla. E puoi produrre elettrodomestici migliori, più efficienti, più pulenti, più soddisfacenti, più funzionali, ma finché quelli vecchi continuano a funzionare è molto difficile che le famiglie decidano di sostituirli. E la difficoltà sarà tanto maggiore quanto maggiore sarà il costo del bene in questione e quanto maggiori saranno le ristrettezze economiche.
Siamo in un periodo di crisi, al punto che le persone non sanno come arrivare a fine mese.
In ogni famiglia ci sono almeno una, per non dire due, se non (raramente) tre automobili. Che significa due pieni di benzina al mese, due assicurazioni e due bolli e due tagliandi all’anno, due revisioni ogni quattro (e poi due) anni, eccetera.
Eppure, nonostante quanto sopra, i giornalisti e i ministri e i governanti tutti s’affannano a voler salvare un mercato, quello automobilistico, che, per i motivi di cui sopra, è per forza di cose destinato a ridimensionarsi.
E lo sarà sempre più!