Avete mai pensato a come, in un preciso momento della vostra vita, gli avvenimenti si dispongono secondo un perfetto allineamento e tutto sembra finalmente chiaro?
Sono sicuro che, almeno una volta nella vostra vita, l’avete provato: il giorno successivo all’esame di maturità, quelli appena precedenti la discussione della tesi, la promozione al lavoro, la promozione in quello specifico lavoro in quello specifico giorno.
Provate a pensarci: cosa vi ha portati sin lì, a fare quel lavoro, in quell’ufficio, a rispondere al capo al momento giusto e nel modo giusto, ottenendo così la promozione?
Dal giorno in cui siete venuti al mondo le variabili che sono intervenute a deviare la linea della vostra vita sono talmente tante che è impossibile fermarsi a pensarci: c’è da impazzire. Quello che conta è che tutte queste variabili, questi cambiamenti di rotta, questi aggiustamenti della velocità di crociera vi hanno portati esattamente lì: in quel preciso momento, in quel preciso lavoro, a quella precisa promozione.
Ed un attimo prima tutto sembrava un gran casino: i conti da far tornare, le ore di sonno perse per quell’ultima presentazione, lo stomaco chiuso per aver avuto il coraggio di rispondere (di rispondere giusto!) al capo. Era un gran caos di sensazioni negative, di fatiche, di stress. Poi, in un attimo, le nubi si sono aperte ed è apparso un meraviglioso raggio di sole: un momento perfetto.
A me è successo in questi giorni.
Più le scelte sono grandi, più le variabili in gioco aumentano esponenzialmente, più la tensione cresce al punto da farti credere che ti stai per spezzare. Ma, ovviamente, il raggio di sole sarà ancor più bello, d’una bellezza da toglierti il fiato.
Dopo aver passato 30 e passa anni immobilizzato tra le nebbie della Pianura Padana, coi piedi ben piantati a terra come il castagno de «Il ragazzo di campagna», ho iniziato a lavorare a Milano: avanti e indietro, avanti e indietro, a fare il pendolare sulla statale dei Giovi. Poi, dopo aver conosciuto la mia compagna, mi ci son trasferito nella grande metropoli.
Ma non l’ho mai capita.
Così ho raccolto baracca e burattini e, dopo aver lasciato due lavori (a tempo indeterminato!), ci siamo trasferiti a Cagliari. E mi son ritrovato da responsabile finanziario d’una compagnia di transhipping ad esperto informatico: consulente, scrittore di libri ed articoli IT, webmaster presso la Regione Autonoma Sardegna.
Poi abbiamo iniziato a star male a Cagliari.
Perciò ci siamo messi a guardare in giro, arrivando ad alzare lo sguardo per vedere lontano, molto lontano, fino in Canada.
Fatta la scelta abbiamo avviato la procedura per la richiesta di Permanent Residence come lavoratore altamente specializzato. E, nel preparare i documenti, vedi che i lavori svolti in Sardegna ti hanno fatto accumulare un sacco di punti agli occhi dell’immigrazione canadese; nella necessità di tradurre tutti documenti in inglese scopri che la ex-vicina di casa, divenuta col tempo una carissima amica, conosce una traduttrice che può fare il lavoro per pochi euro. E quando, nonostante il turbinio degli eventi, hai un attimo per fermarti a riflettere sulla tua vita, ti rendi conto che gl’ingranaggi hanno iniziano a girare, preparando l’allineamento perfetto.
Ti accorgi che il passaggio a Milano era un passaggio obbligato per arrivare a Cagliari. Ed arrivare a Cagliari era fondamentale per avere quelle competenze necessarie per essere un lavoratore specializzato agli occhi dell’ufficio immigrazione canadese. Ed essere andato ad abitare in quel buco di casa con le prostitute fuori dalla porta, mattina e sera, è stato essenziale per conoscere una cara amica e, quindi, arrivare alla traduttrice.
Ed a filosofeggiarci su ti vien da pensare che tutta la fatica che hai fatto, tutte le porte che hai aperto, tutte le ruote che hai fatto girare, altro non sono che il tuo Destino.