I social network mi seppelliranno

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May 2010

5 posts

Amo il web

Che io stamattina volevo ascoltare una canzone, cosi’ l’ho cercata su blip.fm e l’ho trovata e l’ho ascoltata e nella finestrina di destra, si’ quella finestrina li’ dove in blip.fm ti mandano i video, ecco in quella finestrina li’ scorrevano le immagini di un film.

Un film bello crudo, roba alla Edward Bunker, e nel titolo della canzone c’era ‘sta parola “Chopper” che l’ho googolata e salta fuori su Wikipedia che sto film e’ un film del 2000 e racconta le memorie d’un sadico violento che fa fuori e dentro la prigione da quand’e’ adolescente. 

E cosi’ ho fatto un copiaIncolla dentro un form di ricerca torrenti ed a breve potro’ gustarmi tutta quella bella violenza.

Ecco, io l’adoro l’internet!

May 28, 2010
#internet #musica #web #riflessioni semi-serie #elogio
poco fa, su skype

batchiara:

skiribilla:

- ah
- ti faccio leggere un pezzo di un libro
- è quella cacata che sto scrivendo per maremmamaiala senza firmarla. non so se te l’avevo detto
= no, questa mi manca
- ok. vatte & lapesca fanno sto programma in tivvù
- tarzan ama jane
- deve uscire anche il solito libro usa e getta a corredo
- mi danno ennemila euro per fare il ghost di vatte
= sarà sicuramente meglio di quello che scriverebbe lei
- si, per quanto mi sia rotto i coglioni di fare il ghost de stocazzo
= non è la prima volta?
- tipo il documentario per jnjsnvjfnv?
- tipo la serie tv di nfjklneqfknn?
- in cui faccio il regista e firmo come aiuto?
= ah
- :)
= ma perché?
- perchè in italia uno a 30 anni è GIOVANE
- e ha tutto il tempo davanti
- e che ti corri
- e mi dicono cose tipo tempo al tempo, anche tu farai i tuoi film
- e sai quando li farò?
- quando avrò tre figli per cui non avrò io il tempo di stare fisicamente sul set quanto ci sto oggi
- e quindi sarò costretto a farmi aiutare da un pischello che poi firmerà da aiuto regia
- continuando ad alimentare sto cazzo di metodo

May 18, 201013 notes
Spaghetti Revolution

Vedo l’Italia andare allo sfascio: il mercato del lavoro è uno dei peggiori dei paesi sviluppati, il debito pubblico è in costante aumento, le morti bianche non si contano, quelle sulle strade nemmeno, le nostre donne sono carne da macello, le nuove generazioni anche.

E nessuno fa niente.

Non dico i politici, che ho smesso di sperarci ormai da tempo, dico la gente comune, le persone, gli Italiani. Fanno la rivoluzione nei bar, discutendo animatamente davanti ad una tazzina di caffé. Ma se si tratta di scendere in piazza, di alzare la voce, di far valere i propri diritti, beh: “Io ho altro da fare!”.

Che poi, diciamocelo, l’importante è che non succeda nel nostro orticello. Poco importa se il figlio della vicina viene sottopagato e tenuto a progetto ormai da anni, poco importa se l’87% delle aziende italiane fa nero, poco importa se la nostra collega non avanza in carriera perché è a “rischio” maternità.

Not in my backyard, questa è la sola cosa che conta.

L’altro ieri guardavo il TG. Letteralmente guardavo, dal momento che avevo tolto l’audio.

All’improvviso sul teleschermo hanno iniziato a scorrere le immagini d’un gruppo di facinorosi che protestava e faceva casino davanti ad un immobile.

Forse ci siamo, ho pensato. 

Forse gli extracomunitari sono infine riusciti ad insegnarci l’indignazione, la rabbia, la voglia di alzare la voce e di protestare quando le cose non vanno.

Di menare le mani se necessario.

Forse c’è ancora speranza.

Ho alzato il volume.

Erano i tifosi della Roma davanti all’hotel dell’Inter.

May 6, 2010
#riflessioni semi-serie #tristezza #calcio #satira #civiltà #italietta #fastidio
May 4, 2010487 notes
Notte di luna

Sta notte ho sognato che andavo in moto. A dire il vero andavamo in moto: plurale, visto che eravamo io ed un caro amico di Pavia. Ognuno con la sua moto: lui con una carenatissima giapponese, io con una KTM da autostrada. Ed effettivamente eravamo in autostrada. Di notte.

Entrambi senza luci.

Davanti a noi una Citroen 2CV, azzurra. Le stavamo a culo perché, così facendo, avevamo la strada illuminata. Che poi era una di quelle notti in cui c’è la luna piena, una di quelle notti in cui spegnendo le luci vedi comunque la strada: una lingua d’asfalto grigio chiaro che si srotola in mezzo a filari di cipressi.

Così ho preso coraggio ed ho sorpassato.

Una volta davanti alla 2CV non vedevo niente.

Mi son rilasciato superare dall’auto.

Perplesso.

Ché, stando dietro, vedevo perfettamente la strada illuminata dalla luna, anche senza luci.

Ho sorpassato nuovamente.

Di nuovo il buio. Talmente buio da non riuscire a vedere in tempo una curva a sinistra.

Insidiosa.

L’ho percorsa tutta sbattendo la spalla destra contro i cipressi: uno, due, tre, … molti.

Di nuovo rettilineo.

Di nuovo mi son fatto sorpassare.

Poi la scena è cambiata e mi son ritrovato in sella alla mia vecchia bicicletta, quella che era stata di mio padre, quella che m’ha tenuto compagnia per tutti gli anni d’università. Con il freddo e con il sole, con la pioggia e con il vento.

Ero lì, ai margini d’una risaia, una delle tante che circondano Pavia, sempre con l’amico di cui sopra. Una risaia piena d’acqua. Ma non era primavera, ch’è in privamera che s’allagano le risaie, era inverno. E l’acqua s’era ghiacciata, creando una spessa lastra azzurrina.

Ho iniziato a pedalare, guidando la bici sul ghiaccio. Avevo paura di scivolare, così cercavo di non andare troppo forte. Al tempo stesso, però, i sinistri scricchiolii del ghiaccio che si lamentava sotto il mio peso, mi costringevano a non battere la fiacca. Continuamente in bilico tra il troppo piano ed il troppo veloce.

In equilibrio.

Un equilibrio che, alla fine, non è servito: il ghiaccio s’è spezzato e son finito nell’acqua con la ruota anteriore. E con il piede destro, sceso a tenermi dritto.

Non ho sentito freddo, né umido. L’unica cosa che ho sentito è stata la liberazione per quell’ansia del troppo lento/troppo veloce. Il mio equilibrio aveva fallito, ma il fallimento non era stato così grave.

Così son tornato a piedi verso il bordo del campo, spingendo la bicicletta al mio fianco.

Ridendo sollevato.

May 3, 20101 note
#Sogni #Amici #amicizia #Biciclette #pavia #Pianura Padana #paura
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