Che poi, io, sta cosa del Buon Anno fatico a capirla.
Pensiamoci bene: qual’e’ l’augurio che va per la maggiore negli ultimi giorni dell’anno? Che l’anno nuovo sia migliore di quello passato. Cosi’, a prima vista, niente di male: stiamo augurando buone cose e/o felicitazioni a familiari, amici, colleghi, conoscenti e complimenti per la trasmissione.
Pero’ se mi augurano che il Nuovo Anno sia migliore del precedente vuol dire che il 2009 e’ stato ‘na chiavica.
Vado a ritroso con la memoria a 12 mesi fa: “Che il 2009 sia migliore dell’anno appena passato!”; quindi il 2009 non e’ stato migliore del 2008. E se il 2010 non e’ stato migliore del 2009 e quest’ultimo non e’ stato migliore del 2008 ne deduco che il 2010 e’ stato molto peggio del 2008.
Eccetera eccetera eccetera sino ad arrivare all’anno della nostra nascita.
Ecco, siamo alla fine del 1973 e tutti mi blaterano frasi senza senso che, col senno di poi, riconosco come auguri per il Nuovo Anno: “Che il 1974 sia migliore dell’anno appena passato!”.
Mi state seguendo? Spero di si’ perche’, con tutta la buona volonta’ e con la mia (eccessiva) razionalita’, io stesso arranco.
Dicevo: se nel tempo gli auguri si sono susseguiti tutti uguali, ovvero augurandomi/ci che l’anno in arrivo fosse migliore del precedente, si arriva a due uniche e possibili soluzioni:
a) gli anni passati sono stati tutti uguali, cioe’ nessun Nuovo Anno e’ stato meglio del precedente ma, per lo meno, non e’ stato nemmeno peggio: la solita merda costante nel tempo, per intenderci;
b) l’Anno Nuovo e’ stato peggiore del passato che, essendo a sua volta peggiore/uguale del precedente, mi porta a realizzare che il migliore anno della mia vita e’ stato il 1973.
E se fosse davvero cosi’? Cioe’ se gli anni futuri fossero noiosamente uguali o, peggio, se gli anni migliori della nostra vita fossero gia’ belli che passati? Se, nonostante i nostri buoni propositi, i fioretti, gli sforzi, gli anni a seguire andassero deteriorandosi, sino all’ultimo dei nostri giorni?
Ammettiamolo: potrebbe anche essere.
Che la risposta definitiva sia la a) o la b), ritengo che Dania abbia ragione da vendere: “non ci resta che fottercene del tempo che passa e vivere per il solo piacere di farlo”.
E che il 2010 sia migliore dell’anno appena passato.